Architetture

I comprensori di bonifica ospitano numerosi edifici idrovori, alcuni dei quali risalenti al XIX secolo, di rilevante interesse architettonico e artistico. Attraverso la compilazione di schede storico-tecniche appositamente predisposte e consultabili nel sito è iniziato un censimento di tali edifici, testimoni di un lavoro secolare di gestione del territorio. L’obiettivo è quello di rilevare non solo i più antichi e importanti impianti idrovori, ma di studiare e valorizzare anche i numerosi manufatti presenti sul territorio ugualmente rilevanti da un punto di vista tecnico e architettonico.

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L'idrovora Sette Sorelle principale è stata realizzata su progetto dell'ingegnere Del Pra nel 1928 nell'ambito della bonifica del vasto bacino omonimo esteso ca 2.787 ha. In origine il manufatto è stato dotato di 3 pompe centrifughe, ad asse orizzontale, della portata complessiva di 9.000 l/s, azionate da 2 motori diesel provenienti da navi impiegate nella Prima Guerra Mondiale (una da 520 HP e l'altra da 180 HP). Verso la fine degli anni '80 del Novecento, il gruppo motore di minor potenza è stato sostituito da un motore elettrico. Oggi tutte le pompe sono azionate da motori elettrici gestiti da telecontrollo centrale direttamente dalla sede operativa del Consorzio, e il motore diesel di maggior potenza è stato mantenuto in funzione sebbene non abitualmente utilizzato.
I lavori per la costruzione dell'idrovora del Termine iniziarono nel 1920 in un'area già oggetto di primi tentativi bonificatori a opera di G. Romiati. Al momento dell'inaugurazione, avvenuta nel 1922 in occasione del primo congresso regionale veneto delle bonifiche, l'impianto ospitava 3 centrifughe ad asse verticale con motore elettrico sovrapposto (tale soluzione fu adottata per la prima volta in questo manufatto). Nel 1924 l'impianto venne integrato con un quarto gruppo e iniziò a operare in simbiosi con l'idrovora di Torre di Fine. Dopo l'integrazione con l'Ongaro Superiore e la piena del 1966, fu deciso di aumentare la portata specifica del bacino con la costruzione dell'idrovora di Valle Tagli. Il particolare pregio architettonico dell'edificio è dato dalle merlature in mattoni a faccia vista e delle articolate texture riferite all'epoca industriale di fine 800.
Tra il 1888 e il 1893 ha inizio l'attività di prosciugamento che si effettua in origine mediante un' unica ruota idrovora. Tra il 1900 e il 1911 sono aggiunti due impianti. Tra il 1930 e il 1936 l'originario impianto a ruota idrovora, ormai inservibile, fu demolito e sostituito da due gruppi pompa centrifuga - motore diesel, portata di ciascuna pompa 3.000 litri al secondo alla prevalenza di m 2.80; potenza di ciascun motore 180 CV.
La progettazione e conseguente realizzazione dell’impianto idrovoro Ca’ Giovannelli a Stroppare di Pozzonovo, in provincia di Padova, risalgono al 1920, anno in cui l’ingegnere Oreste Calore firma, il 17 giugno del medesimo anno, il piano per la sistemazione idraulica generale dell’intero comprensorio del Consorzio Gorzon Inferiore e Bacino del Navegale, dividendo il comprensorio in sette Bacini, denominati progressivamente con il numero dall’uno al sette.
Edifìcio in muratura con fondazioni in cemento armato. Nell'edifìcio vi sono due gruppi azionati da motori elettrici con potenza di 46 kW ciascuno. Pompe centrifughe FRANCO TOSI della portata di 1.000 l/s. All'esterno si trovano n° 2 gruppi costituiti da pompe della ditta SMIE della portata ciascuno di 600 l/s con motori ASEA della potenza ciascuno di 37 kW installati negli anni '80. E presente un gruppo elettrogeno da 300 kVA.
Costruita nel 1925 con l’installazione di n° 4 gruppi termici, successivamente in parte elettrificati, divisi in due sezioni: Acque Alte a scolo alternato e Acque Basse a servizio di un sottobacino a scolo esclusivamente meccanico. Sezione Acque Alte – n° 2 gruppi con doppia pompa centrifuga della portata di 4.500 l/s cadauno. Sezione Acque Basse – n° 2 gruppi semplici della portata di 3.000 l/s cadauno.
Primo impianto a vapore 1905 - trasformazioni varie da vapore a elettrico e Diesel a partire dagli anni 1920/1930. Attualmente l'impianto è costituito da: Sezione Acque Alte: elicopompa verticale da l/s 1.500 azionata da motore elettrico della potenza di kW 90 Sezione Acque Basse: elicopompa ad asse orizzontale Pellizzari del 1950 di kW 90 - portata 1.350 l/s - elicopompa della ERCOLE MARELLI ad asse verticale del 1980 di kW 110 - portata 1.500 l/s - gruppo elettrogeno 500 kVA
Impianto idrovoro realizzato alla metà degli anni ’80 dove viene convogliata la rete mista delle zone Crescini, Canestrini e Forcellini di Padova ; è dotato di n. 3 pompe della portata di 85 l/s, per le acque nere e n. 3 pompe sommergibili Flygt della portata di 1 m³ per le acque bianche. Nel 2012 è stato completato il potenziamento dell’impianto con l'istallazione di n. 2 elettropompe sommergibili azionate da due motori elettrici di 280 kW cadauno della portata di 2 m³/s, per un totale di 4m
Idrovora dotata di n° 2 elicopompe ad asse verticale FRANCO TOSI con n° 2 motori BROW BOVERI da 160 kW cadauno e portata di 2.500 l/s ciascuno. Recentemente l'impianto è stato potenziato mediante una elettropompa di tipo sommerso da 150 kW e portata di 2.000 l/s
L'impianto è costituito da un unico grande vano: la sala macchine. La sala è un ampio salone dove trovano posto due pompe centrifughe della Franco Tosi con una portata nominale di 4.000 litri al secondo e due pompe a elica della Ditta Pellizzari con una portata nominale rispettivamente di 3.500 e 4.500 litri al secondo. Si tratta di due prototipi unici di macchine installate nel 1952 e messe in funzione nell’impianto di Acquanera per testarne la resa rivelandosi poi macchine con una buona efficienza ma piuttosto rumorose.
II paramento murario è in laterizio con pochi ma eleganti inserti decorativi. La lunga serie di finestrature della sala macchine presenta un delicato motivo ornamentale nella zona superiore ad arco ribassato. I lati delle torrette sono invece sottolineati da una cornice verticale di conci in pietra.
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A cura di LabOr Laboratorio di Storia Orale
DiSSGeA - Università di Padova

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